Twitter: viaggio al centro della fuffa

In un ipotetico viaggio al centro della fuffa, Twitter sarebbe vicinissimo alla meta.

Escludiamo pure tutte le tipologie di utenti che ne usufruiscono per motivi più o meno comprensibili, e cioè più o meno autopromozionali: il giornalista vanesio, il ministro gnocca, lo scrittore veronese dimenticato da Dio (ma non da Twitter), il Presidente del Consiglio parolaio, il grillino fanatico che impalla la timeline, il calciatore che condanna il razzismo e la sua compagna che gli da un figlio in Florida (e chissà perché non in Oregon, per dire).

Osserviamo invece il twitterista duro e puro, quello che, ad esempio, commenta una trasmissione tv con 576 tweet. Solitamente sono anche battute divertentissime, una in fila all’altra, ogni otto secondi, che neanche Woody Allen fatto di bamba. Ma la domanda è: perché?

Cosa spinge una persona a scrivere una valanga di minchiate mentre guarda la televisione? Che poi non la guarda nemmeno più, perché deve guardare Twitter. Autismo? Paranoia? Mancanza d’affetto? Non credo: ciò che il twitterista dona agli uomini è la sua sagacia.

Il twitterista convinto è cinico, freddo e, soprattutto, sagace. E Twitter è un enorme sfoggio di sagacia, richiesta o no che sia, a seconda che il twitterista abbia migliaia di followers, oppure sette come me.

Ma si sentiva il bisogno di tutta questa sagacia? Il mondo era così privo di sagacia da necessitare di un social network dove la gente fa a gara a sparare arguzie o, come sono correttamente da definirsi, minchiate?

Mi sembra il solito problema dei social network: a me piacerebbe fosse così anche nella realtà, mi piacerebbe che questa gara di cazzate si potesse coraggiosamente mettere in atto anche nel mondo reale, per strada e nelle piazze (così come mi piacerebbe che tutte quelle donne che pubblicano su Facebook foto con impensabili bikini per il pubblico ludibrio di migliaia di maniaci onanisti poi non si lamentassero se nel mondo reale, e in particolar modo a Poggioreale, si tengono lunghe conferenze su quelle foto), ma nella realtà purtroppo non è così semplice sparare minchiate senza essere presi per minchioni, mentre su Twitter si può fare.

Quindi Twitter ha sdoganato i minchioni, e di questo dobbiamo rendergli merito, ma li ha reclusi lì a cercare l’applauso, e questa è fuffa. 

Vediamoci in piazza, ragazzi.

 

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Commenti: 1
  • #1

    Giov (lunedì, 21 luglio 2014 22:42)

    Un buon 75% di quello che viene scritto su Twitter è completamente inutile...

Alberto Fezzi

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