La classe dirigente non ha diretto proprio un cacchio

 

“La classe dirigente” è una delle definizioni più idiote che esistano.

La classe dirigente ha costruito il proprio mondo in base ad alcune certezze, ha creato uno schema sociale che ha imposto come comune, come giusto, come quello da seguire. Chissà con che diritto poi.

Si è barricata dietro a quelle certezze, dietro al proprio lavoro stabile e dietro al benessere che è riuscita a creare per sé, così di fatto ingessando e incartapecorendo tutto il resto.

Così quando noi, un po’ di anni fa, ci siamo affacciati al mondo degli “adulti”, lo abbiamo trovato sbarrato da una generazione che ha voluto e vuole mantenere per sé tutti i privilegi.

Che ci impone la precarietà ma ci chiede anche di pagargli la pensione.

Che ci respinge ma che ci guarda storto se non ci inquadriamo come vuole.

Che organizza convegni per parlare delle generazioni successive, ma rigorosamente senza invitarci tra i relatori: meglio blaterare di luoghi comuni che ascoltare la verità.

E la verità è che la classe dirigente non ha diretto proprio un cacchio.

 

 

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Alberto Fezzi

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