Tre metri sopra il Cerro

Sandro Melotti ha 20 anni e lavora presso una malga sopra Erbezzo. E’ un tipo ribelle, ha il tratto cimbro, nel tempo libero partecipa a gare motociclistiche con un Ape Car truccato sui tornanti che portano a San Giorgio. Gioia Sauro ha 18 anni e lavora come cameriera e cantante di karaoke in una pizzeria di Cerro: è una ragazza semplice, dolce, sognatrice, peccato solo per quel problema di dipendenza dal Monte Veronese (e per i conseguenti 88 chili di peso).

I due si conoscono all’annuale Festa dell’Apicoltura di Bosco Chiesanuova: incontrandosi casualmente davanti alla stessa arnia, si scambiano un fugace ed intenso sguardo d’amore. La sera dopo Sandro invita Gioia a pattinare al Palaghiaccio, e lì, saldamente aggrappati alla balaustra della pista per non cadere rovinosamente sul ghiaccio e non vedersi così sfilare i legamenti dalle ginocchia, si danno il loro primo bacio. Poi Sandro deve però scappare a casa, non per un improvviso disamore bensì per gravi problemi intestinali, perché nella pista del ghiaccio è stato ricreato lo stesso habitat dell’Antartide.

Ma il loro rapporto continua incrollabile. Anche quando Gioia deve andare a studiare in Erasmus per sei mesi a Corbiolo, una mattina, nel campo sotto casa dove le vacche pascolano inebetite dalle mosche, troverà scritto: “Io e te, tre metri sopra il Cerro”. Corbiolo, appunto.

 

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Commenti: 2
  • #1

    Lana (sabato, 06 settembre 2014 02:15)

    Ti amo.

  • #2

    Alberto (sabato, 06 settembre 2014 12:29)

    Grazie, anch'io.

Alberto Fezzi

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