Il segreto professionale dei baristi

I baristi, per quello che viene detto loro dai clienti ebbri come me, o comunque per quello che ascoltano dai discorsi della gente vicino al bancone, solitamente annebbiata dall’alcool e quindi propensa a confessarsi a voce alta ai quattro venti, dovrebbero essere sottoposti per legge al segreto professionale, come gli avvocati, i medici o i sacerdoti.

C’è più sincerità e disperazione in quello che si dice aggrappati al bancone di un bar che in tante altre situazioni della vita in cui riteniamo di essere più integri ed equilibrati, e dunque quello che viene detto lì non dovrebbe poi poter essere spifferato in giro. Ogni uomo ha il sacrosanto diritto di ubriacarsi, e di essere garantito sul fatto che ciò che dirà da ubriaco non possa essere usato contro di lui.


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Alberto Fezzi

 

Venerdì 20 maggio ore 20.00

Libreria Il Minotauro, Verona

Presentazione del nuovo libro "La cura per dimenticarsi"

Giovedì 16 giugno ore 18.30

Caffè Mazzanti, Verona

Presentazione del nuovo libro "La cura per dimenticarsi" all'interno della rassegna "In libro veritas"