L'avvocatura spiegata a un bambino

Poiché, com’è noto, un po’ tutti si sentono avvocati pur senza esserlo effettivamente, ora farò una cosa contro il mio interesse: fornirò qualche dritta a tutti questi non-avvocati per esercitare la loro non-professione nella vita di tutti i giorni, così quando mi diranno che hanno letto una certa cosa su internet, spero che nella loro fine ricerca su Google siano almeno finiti anche su questo post.

Dunque, affinché tu possa autotutelarti al meglio, amico mio John Grisham da divano, segui queste linee guida.

 

PRINCIPI GENERALI

Siediti, rilassati, fai un bel respiro. Quello che devi fare è non litigare, quello che devi fare è trovare un accordo, anche quando ci perdi qualcosa. Se rimetti la lite a un giudice rischierai di perderci di più, e lo rischierai sempre, anche quando hai ragione. Nel trovare un accordo, invece, litighi senza litigare: sicuramente meno affascinante per te, amico guerrafondaio, ma molto più efficace.

 

QUANDO SEI CREDITORE

In primo luogo, se puoi, evita di diventarlo, selezionando le controparti. Ad esempio, ti sconsiglierei di reiterare forniture a Genny Savastano o di affidare tutti i tuoi risparmi a Bernie Madoff (ma anche a qualche banca veneta, per dire).

Ma se ti capita di diventarlo, ciò che devi fare è cavare l’anima al tuo debitore, fargli capire che non mollerai mai la presa. Puoi pure fargli capire che sei disponibile ad un accordo (vedi il punto precedente, amico iracondo), ma anche che non ne uscirà mai a zero. Rimbalza le sue meravigliose scuse, e poi martellalo, come Nadal fa con Federer (e Djokovic con tutti).

 

QUANDO SEI DEBITORE

In primo luogo, se puoi, paga. Se hai i soldi e non paghi, sei un balordo.

Se invece non puoi pagare, allora non indispettire il tuo creditore: rispondi al telefono, sii sincero, non opporre scuse incredibili e non annunciare imminenti bonifici, paga almeno qualcosina ogni tanto, appena puoi. Ma lo so, amico mio litigarello, tu vuoi far sparire tutto quello che hai e vuoi chiedere all’avvocato come farlo.

 

QUANDO PARTECIPI ALLA RIUNIONE DI CONDOMINIO

Tu che nella vita sei una persona mediamente rispettabile, non trasformarti, per l’occasione, in un bambino dell’asilo o in un cane idrofobo: è una riunione di condominio, non una tonnara di Cefalù.

Qualche spesa da togliere, qualche parete da tinteggiare, l’amministratore da confermare o revocare, due o tre alzate di mano e la cosa finisce lì. Niente facce rosse e vene ingrossate, per cortesia.

 

QUANDO HAI A CHE FARE CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Devi partire dal presupposto che loro giocano in difesa, soverchiati dallo spettro della Corte dei Conti o della Procura, e quindi non fanno nulla che possa recare problemi: se ti devono dire di no perché manca qualche documento, te lo dicono in 48 secondi; se ti devono dire di sì, in 48 mesi.

E allora i problemi devi eliminarli tu: presentati sempre preparatissimo al confronto, con tutte le carte in mano, e segui sempre la strada che comporti loro il minor lavoro possibile.

 

QUANDO PENSI CHE IL DIRITTO PENALE NON TI POTRA’ MAI RIGUARDARE

Il diritto penale c’è sempre, e vive in mezzo a noi. E’ anche lì di fronte a te, amico mio tronfio, che ritieni di essere la persona più specchiata del globo. Quando guidi, quando guidi dopo aver preso un Tavor o aver bevuto un mojito, quando firmi un documento o compili un modulo, quando spernacchi qualcuno su Facebook, quando vai allo stadio, quando ristrutturi la tua casetta, quando sei il legale rappresentante di una società, il diritto penale ti guarda dritto negli occhi, accarezzando la pistola.

 

QUANDO TI SPOSI

Amica mia ansiosetta, se vuoi sposarti e avere figli solo per l’orologio biologico, l’abito e la cerimonia, prendi un aereo, vai a Eurodisney, vestiti da Principessa Aurora e fatti fotografare insieme al Principe Filippo: tu risparmierai i tradimenti, e tuo marito gli alimenti.

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Alberto Fezzi

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